Chi Sono

Nato nell’ormai lontano novembre 1956, sin da ragazzo ho sviluppato una passione per la pesca che, in quasi 40 anni, si è concretizzata nello spinning e nell’autocostruzione. Sperando di non annoiarvi con un elenco di tentativi più o meno riusciti, vi segnalo gli step che hanno portato, conciliando passione e professione, alla nascita della LORIS LURES.

 

 

 

1976 

Pescatore autodidatta con esche naturali dall’età di 13 anni, durante il servizio militare inizio a praticare lo spinning, insidiando principalmente black bass e cavedani.

1978

Appaio nella rubrica delle catture della rivista “Pescare” con un Black Bass di 1.500 grammi, rimanendo primo in classifica per dieci mesi.  Ora un pesce di questa taglia sarebbe considerato appena soddisfacente, ma quando si pescava solo con rotanti e minnows…

1981

Comprendo sempre più che diventa prioritario l’approccio corretto all’acqua; da qui la vendita della vecchia e pesante barca in vetroresina con il fondo ad ali di gabbiano – acquistata alcuni anni prima –  in cambio di una molto più versatile e specifica canoa canadese in vetroresina. Alcuni anni più tardi la munirò di due stabilizzatori laterali galleggianti in modo da poter pescare in due persone comodamente in piedi.

 

1987

Acquisto un acquario da 200 litri ed inizio una passione alternativa ma complementare alla pesca che dura a tutt’oggi.  L’acquario mi servirà tantissimo per comprendere alcuni comportamenti dei pesci che poi ho riscontrato anche in natura.  Da quando poi mi costruisco anche le esche in gomma lo utilizzo anche per farci muovere dentro le esche in modo da provare le varie durezze delle mescole di gomma, gli inneschi di piombo e gli aromi (scent) da aggiungere alle esche siliconiche in modo da scoprire più i fretta del maggiore o minore gradimento da parte dei pesci. Devo all’acquario alcune fondamentali scoperte che adotto tutt’ora sulle mie esche siliconiche.

 

Prova di un esca siliconica nell’acquario (clic per ingrandire)

 

1989

Acquisto il mio primo belly boat (all’epoca veniva chiamato solamente ciambellone), era formato da una singola camera d’aria di una ruota di un camion rivestita di pvc antistrappo con due tasche laterali porta oggetti, ci si infilava dentro fino alla vita e si doveva pescare con le braccia sollevate… una vera scomodità rispetto ai moderni belly boat ad U o a V che abbiamo oggi, ma cambiò radicalmente il modo di approcciare le piccole acque, dandomi la possibilità di pescare nei posti giusti, andando a cercare il predatore direttamente vicino alle loro tane.

Ecco il mio primo belly, era scomodo ma cambiò radicalmente l’approccio al pesce (clic per ingrandire)

1990

Capisco che c’è bisogno di esche dedicate alle acque ed ai predatori che ho a portata di canna, inizio a costruirmi i primi cucchiaini rotanti ed i primi pesciolini in legno, via via negli anni costruirò quasi tutte le tipologie di esche artificiali per lo spinning.

 

1992

costruisco i primi minnows snodati composti da due e tre pezzi (non posso certo vantarmi dicendo che erano gli antenati delle odierne swimbaits).

 

Primo minnow in 3 segmenti del 1992 (non si può certo parlare di swimbaits) – clic per ingrandire

1998

Io e Gianni Burani fondiamo il sito:

 “Black Bass & Co.” all’indirizzo: www.bassmaster.it Qui sotto il mio disegno a china del pesce che è sul marchio, colorato con pastelli da mio figlio Alberto  quando aveva solamente otto anni.

 

Il marchio del sito, disegnato da me e colorato da mio figlio Alberto (clic per ingrandire)

 

Marchio scritto “Black Bass & Co.” (clic per ingrandire)

 

2000

Metto on line su Black Bass & Co. l’articolo dove spiego come fare l’antialga in nylon sulle ancorette, il sistema inventato da Cesare Nardini attorno al 1990.  Questo sistema di proteggere l’ancoretta facendo passare indenne la nostra esca in mezzo agli ostacoli, diventerà negli anni quasi un “must” e mi farà pubblicare diversi articoli sulle riviste specializzate: Pescare, Il Pescatored’acqua dolce e Spinning Mania.

 

Ancoretta protetta dall’antialga in nylon (clic per ingrandire)

2001

Mi iscrivo allo alla sezione di Modena dello Spinning Club Italia.

A Settembre partecipo al primo raduno degli Apostoli dello Spinning al lago Le Grange in provincia di Vercelli, prenderò con un jig da un oncia autocostruito il pesce più grosso della giornata, una trota iridea sul kg. e mezzo.

A Novembre organizzo a Bologna presso il Lago del Rosario, il secondo Raduno degli Apostoli dello Spinning, dove mostro come prendere le trote a gomma con la tecnica del Wacky Rigging, fino ad allora sconosciuta in Italia.

2002

Costruisco e faccio conoscere attraverso il sito il Modena Rig, un sistema alternativo al più famoso Texas per innescare le esche siliconiche in modo più naturale e meno invasivo. Ideata per innescare i tube rig ho poi scoperto che si poteva utilizzare praticamente su tutte le tipologie degli artificiali in gomma siliconica. Il piombo che porta verso il fondo l’esca siliconica rimane nascosto sotto il corpo dell’esca in gomma; inoltre non abbiamo bisogno di gommini vari o chicchi di riso in silicone per fermare il piombo vicino alla testa dell’esca, perché il ferretto piegato ad uncino, viene fermato saldamente sul gambo dell’amo, rendendo questo innesco particolarmente solido e resistente.

 

Il Modena Rig sta per essere infilato sotto all’esca siliconica (clic per ingrandire)

2003

Su suggerimento di Americo Rocchi costruisco il Lorispoon un esca dedicata al Luccio ed al Siluro che mi darà negli anni molte soddisfazioni

2005

Inizio con l’aiuto di Adriano Orlandoni, che mi fornisce anche i primi materiali, la costruzione delle esche siliconiche, prima dedicate al Black Bass e al Luccio e poi successivamente alla Trota.

2006

Nasce una variante del Modena Rig, lo Swimmer Modena Rig, una montatura piombata da mettere davanti all’esca siliconica munita di una paletta in policarbonato, in modo da permettere all’esca siliconica di nuotare quasi fosse un minnow.

 

Bass che non ha resistito ai movimenti del silicone prodotti dal Modena Swimmer (clic per ingrandire)

L’amico Gianni Burani, costruisce il Cheppianetor, un’esca che consentirà grandissimi risultati nella pesca alla cheppia, andando ad insidiare il clupeide anche nei momenti di stasi vicino al fondo.

 

Gianni con una cheppia presa a cheppianetor (clic per ingrandire)

2007

con Gianni Burani lancio sul web il forum dedicato solamente all’autocostruzione delle esche artificiali per lo spinning, all’indirizzo: http://autocostruzione.forumcommunity.net/

Esche autocostruite di autori vari (clic per ingrandire)

2009

Sempre con Gianni Burani fondiamo il Club Black Bass & Co., il primo club virtuale dedicato agli autocostruttori di esche artificiali per lo spinning, con finalità ricreative, didattiche e ambientali.

 

Marchio ufficiale del Club “Black Bass & Co.” (clic per ingrandire)

 2010

Scelto nella giuria al WTO World Tuscany Open, prima gara internazionale di costruzione di esche artificiali, per la prima volta aperto anche alle esche da spinning.

 

L’attestato WTO ottenuto ad ottobre 2010 in qualità di giudice (clic per ingrandire)

 

Alcuni giudici alla serata finale con in piedi al centro Maurizio Lazzari (primo classificato e Tiziano Tozzi (secondo classificato) – clic per ingrandire

Lo Spinning Club Italia, la cui partnership con il club “Black Bass & Co.” si fa sempre più solida e proficua in occasione di fiere, eventi e salvaguardia delle acque, mi nomina Socio Onorario per “meriti editoriali” poiché mi impegno – assieme a tutto il consiglio del ns. club virtuale – a scrivere articoli di autocostruzione  su una rivista di settore, al fine di finanziare le sedi periferiche dei loro club.

 

Logo Spinning Club Italia (clic per ingrandire)

Presento sul forum un sistema che battezzo Modena Weight Connector  è una particolare piombatura a piombo disassato che impedisce all’esca di impigliarsi tra gli ostacoli del fondale.  Si può mettere davanti ad ami singoli che innescano esche siliconiche, davanti a minnows ed altre esche per portarle più rapidamente verso il fondale, far loro tenere meglio la corrente e lanciarle più lontano.

Anche se ci arriviamo per strade diverse nello stesso periodo l’amico Luciano Cerchi, presenta il suo sistema che chiamerà Rolls, sempre per portare verso il fondo esche leggere come rotanti ed ondulanti – senza farli attorcigliare alla lenza – per la pesca alla trota ed al cavedano.

 

Trota presa da Luciano con il Rolls (clic per ingrandire)

 2011

Merito del bellissimo master che mi da l’amico Emanuele Paolucci (Cepi 2 sul forum), costruisco la Libellula grande in silicone galleggiante  (11 cm.) che mi darà un sacco di soddisfazioni con i grossi Black Bass.  Ad oggi la considero l’esca più catturante da bass che ho finora costruito.

 

Gruppo di libellule grandi (clic per ingrandire)

 

Bass e libellule, binomio perfetto! (clic per ingrandire)

Svolgo per circa un anno l’attività di consulente e tester per Rapture, marchio dedicato allo spinning di Trabucco Fishing Diffusion, testando per loro esche ed attrezzature da pesca. Per un periodo di sei mesi farò anche il rappresentante del marchio in diverse provincie italiane.

Assieme all’amico Mauro Maccagnani  lavoro allo stand Rapture installato sul porto di Bolsena durante i Campionati del Mondo di pesca al Black Bass da natante (vinti poi dall’Italia).  E’ stata davvero una bella esperienza, anche se non pescavo rappresentando l’Italia vi assicuro che essere lì in quel momento è stata davvero una grande emozione.

 

Il podio di Bolsena, nel mondiale bass da natante vinto dall’Italia (clic per ingrandire)

 2012

Partecipo alla gara di lancio a Ferrara durante una fiera della pesca e vinco un soggiorno gratuito a pesca di lucci in Irlanda.

 

Vinco un viaggio in Irlanda alla gara di lancio alla fiera di Ferrara, a destra nella foto c’è Maurizio Fedeli che ha vinto la stessa gara nella giornata precedente (clic per ingrandire)

 

Su suggerimento di alcuni campioni della disciplina spinning trota torrente decido di specializzarmi nella realizzazione di gomme proteiche per la pesca alla trota, costruendo esche dalle forme innovative.  Capisco che la gomma siliconica prenderà sempre più piede nella pesca a spinning nei confronti di tutti i predatori e decido di abbandonare quasi completamente la costruzione delle esche rigide per dedicare tutti i miei sforzi al miglioramento nella costruzione di quelle morbide.

 

 

Agonista intento ad innescare un siliconico (clic per ingrandire)

2013

Da aprile entro a far parte dello staff TUBERTINI, dove svolgo l’attività di consulente e tester per i nuovi prodotti di spinning da immettere sul mercato. Darò una mano alla famosa azienda di Bazzano (BO) ad affermare il marchio SEIKA tra i lanciatori italiani.

 

2014

Assieme agli amici dello Spinning Club Italia, contribuisco a scrivere due capitoli nel libro sullo spinning che ci ha commissionato FIPSAS e che servirà anche come base per i Corsi di Spinning a livello nazionale, ecco la copertina:

La copertina del libro (clic per ingrandire)

 

Vengo nominato dalla F.I.P.S.A.S. (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Docente-Istruttore di specialità Spinning.  Potrò portare avanti la mia attività pluriennale di formazione sul territorio e di divulgazione dello spinning con tutti i crismi dell’ufficialità.

 

Libro, attestato e tessera Istruttore (clic per ingrandire)

2015

Quest’anno è il decimo anno che costruisco gomme siliconiche proteiche; lo studio accurato delle materie prime, degli additivi e degli aromi da mettere dentro e fuori dalla mescola, la ricerca dei colori più catturanti… partita come una semplice passione amatoriale, si è trasformata pian piano – giorno dopo giorno – in una professione artigianale ricca di soddisfazioni!

 

Non è certo mia abitudine sedermi sugli allori, perché so benissimo che bisogna cercare continuamente di migliorarsi. Permettetemi però quest’anno di segnalare due date per me molto importanti nella mia carriera di costruttore di esche per lo spinning

 

Proprio così, è dal 1990 ad oggi che autocostruisco hard bait (esche rigide) per lo spinning… e vi garantisco che ancora oggi mi sono rimasti lo stesso entusiasmo e la stessa passione dei primi esperimenti.

Ma l’altra data sicuramente da ricordare è questa:

Dieci anni che costruisco esche siliconiche proteiche; questa particolare branca dell’autocostruzione che si rivolge alle esche morbide (meglio conosciute come siliconiche o soft baits), l’ho iniziata nel 2005 costruendo le prime esche per il black bass e la trota. Le facevo per uso personale e per pochi amici che già mi concedevano la loro fiducia. Ho avuto fortuna con gli additivi che ho cominciato ad aggiungere e gli scent; ma la stessa fortuna l’ho avuta conoscendo persone giuste che mi hanno molto aiutato. Giorno dopo giorno – senza spaventarmi di fronte alle piccole e grandi difficoltà, sono riuscito a farla diventare una attività sempre più importante e riconosciuta, fino a farla diventare negli ultimi anni la mia attuale professione.

La nazionale italiana arriva terza al mondiale, gli atleti della nazionale utilizzano anche le mie gomme
Nelle premiazioni individuali al mondiale, Massimiliano Ghibaudo conquista il secondo posto

2016

La nazionale italiana, capitanata dal C.T. Antonio Frassine, conquista l’argento al mondiale di Spinning Trota Torrente

 2017

Continua la collaborazione con la nazionale italiana di Spinnig Trota Torrente, quest’anno capitanata dal CT Marino Poloniato. Al mondiale di specialità disputato in Val di Sole (Trento), anche utilizzando le mie esche, gli atleti della nazionale italiana vincono il titolo a squadre e si piazzano nei primi quattro posti nella classifica individuale. Risultato mai raggiunto in precedenza.

L’Italia capitanata dal C.T. Marino Poloniato vince il titolo a squadre
Nel 2017, in Val di Sole (TN) la nazionale Italiana vince anche tutti i titoli nella classifica individuale; primo Massimiliano Ghibaudo, secondo Alberto Giolo, terzo Arno Herrmann e quarto Andrea Ferro

 

 

Dopo solamente alcune settimane  Cristian Cavani (amico e in ordine di tempo anche il mio secondo cliente), fortissimo agonista dei Falchi di Canevare di Fanano (Modena) nonchè tester e agonista della squadra Tubertini, vince il titolo di Campione Italiano di specialità nelle difficili acque del Volturno in provincia di Avelino.